Montebelluna

Montebelluna è situata a nord della Provincia di Treviso, ai piedi dell’arco pedemontano e deve molto alla complessità del suo territorio, caratterizzato dalla convivenza di diversi ecosistemi, e alla posizione geografica, allo sbocco in pianura della valle del Piave.

Il territorio si presenta per gran parte pianeggiante, con altitudini che variano dai 69 m.s.l.m. a sud di San Gaetano, ai 144 m a nord di Pederiva.

Il paesaggio si caratterizza poi per la presenza di due colline, comprendono l’estremità occidentale del Montello e il più modesto Capo di Monte. Tra i due rilievi passa un corridoio naturale un tempo alveo del fiume Piave ed ora interessato dal passaggio della strada Provinciale Feltrina.

La zona è naturalmente priva di corsi d’acqua ma l’approvvigionamento idrico è assicurato, sin dai tempi antichi, da un sistema di canali artificiali derivanti dal Piave.
Di grande rilevanza è l’insediamento veneto-antico situato al centro delle direttrici Piave e Brenta, sono molti, infatti, i rinvenimenti archeologici nella zona, tanto da affermare che Montebelluna, è, allo stato degli studi, assimilabile a centri come Padova e Este; fin dall’anno mille poi, grazie al suo mercato esente da dazi, Montebelluna divenne l’emporio più importante delle regioni pedemontane e prealpine. Il territorio si arricchì di ville, tutt’ora visitabili come: Villa Barbaro a Maser, costruita da Andrea Palladio intorno al 1560 per Daniel Barbaro Patriarca di Aquileia, e suo fratello Marcantonio Ambasciatore della Repubblica di Venezia, trasformando il vecchio palazzo medioevale, di proprietà della famiglia in una splendida casa di campagna, dichiarata nel 1996 patrimonio dall’U.N.E.S.C.O. patrimonio dell’umanità. Villa Correr Pisani a Biadene del settecento e poco distante la chiesetta di Santa Lucia in cui è custodito il primo affresco del Tiepolo, a Venegazzù vi è Villa Spineda Gasparini Loredan del XVIII che riprende nella sua struttura i modelli architettonici del Palladio.

Il Montello

Il Montello appare come una cupola bassa e allungata circa Est-Ovest che si eleva raggiungendo quota di 369 m s.l.m. il fiume Piave lo delinea a Nord e a Est, mentre a Sud si apre la pianura trevigiana.

Il Montello è un luogo in cui la natura ancora suscita emozioni e sorpresa, invitando chiunque si avvicini ad esplorarlo, non solo in superficie. Si ritrovano morfologie tipiche delle zone carsiche con in superficie doline e inghiottitoi ed in profondità un importante reticolo di grotte, tra cui la Busa di Castel Sottoterra, esplorata per 7 chilometri, rendendola la terza grotta al mondo nota, di questo tipo. Il Montello presenta aspetti paesaggistici ed ambientali che lo rendono un elemento peculiare e differenziato rispetto al territorio circostante. Numerosi sono i boschi che ricoprono il rilievo, che presentano ancora un notevole interesse naturalistico. Questi boschi furono utilizzati della Repubblica di Venezia per reperire il legname necessario per la costruzione delle navi, mentre nel periodo napoleonico i boschi del Montello conobbero uno sfruttamento destinato a rompere gli equilibri dei loro ecosistemi, che conobbero un altro periodo molto difficile durate i combattimenti della Grande Guerra. Nonostante molto sia andato perso, i boschi che ricopro il Montello suscitano ancora oggi forti emozioni.

Il Montello per la sua conformazione e posizione è un luogo ideale per la pratica di diversi sport, come il trekking, il ciclismo su strada e la Mountain bike, entrando di diritto nel calendario dei campionati mondiali di queste discipline. Sono presenti anche numerosi maneggi dal quale poter partire per entusiasmanti gite a cavallo immersi nei boschi e nei vigneti.

La strada del Vino

Attraverso un paesaggio idilliaco si snoda la Strada del vino del “Montello e dei Colli Asolani”. L’area ha conservato una magia tutta da gustare.

La strada segue un percorso semplice e lineare, che tocca luoghi di rilevanza sia storica che di puro svago, molte sono le soste di degustazione delle ottime produzioni Doc e DOCG.

Come non citare il Prosecco, che nell’area del Montebellunese viene affiancato da altrettanti ottimi vini neri quali il Cabernet Franc, il Cabernet Sauvignon, il Merlot e il Raboso.