Vino Raboso

Il nome Raboso identifica due vitigni autoctoni a bacca rossa coltivati sin dal 600 nel Veneto Orientale e in particolare nella provincia di Treviso, dando vita a due varianti: Raboso Piave e Raboso Veronese. Sull’origine del nome di questa varietà di uva sussistono dispute ancora aperte: potrebbe rimandare all’omonimo torrente che scorre tra Valdobbiadene e il Quartier del Piave oppure dall’aggettivo veneto “rabioso” usato per definire il suo carattere forte e il suo robusto sapore acidulo.

La vendemmia eseguita a mano nel mese di Ottobre e un delicato processo di vinificazione danno vita al vino Robioso, un vino con un color rosso intenso, un carattere forte e una tannicità astringente che subisce un processo di affinamento in botti di legno in grado di smorzarne i caratteri più spigolosi. E così in soli tre anni, il vino Raboso diventa meno duro e più elegante, un prodotto che si lascia alle spalle il segno irruento delle versioni più giovani.

L’eccezionale vino rosso risulta particolarmente predisposto alla surmaturazione e all’appassimento, processi che permettono una maggiore concentrazione degli zuccheri del mosto e una maggiore levigatura delle note spigolose.

All’esame visivo, il vino Raboso si presenta con una colorazione rosso rubino dalle note granate che raggiungono un’intensità più brillante nelle versioni passite.

All’esame olfattivo, il Raboso dona un profumo di note di frutti di bosco, sensazioni floreali di viola e un sottofondo balsamico. I passiti fanno emergere tutte le note fruttare, sensazioni terziarie di tabacco e terracotta e percezioni balsamiche di rabarbaro.

All’esame gustativo, il corposo vino rosso mostra una spiccata nota tannica, accompagnata da un accento di acidità quasi rustica. In questo senso, le versioni moderne ed elaborate del vino Roboso contano di ammorbidire questo carattere con una vendemmia tardiva o un processo di invecchiamento in legno anche prolungato.